ARSENALE DELLA SPERANZA - Anche il Brasile ha salutato l’anno 2004 per accogliere, con tutto l’entusiasmo tipico brasiliano, il nuovo anno 2005.
Il Brasile è tanto grande e ogni città, ogni stradina, ogni casa ha avuto la sua festa. Ma gli occhi del Brasile – la tv Globo – erano aperti su due luoghi differenti che hanno catturato l’attenzione di tanti - brasiliani, turisti, mass-media - sono state rispettivamente la spiaggia di Copacapana di Rio de Janeiro, e l’Avenida Paulista di San Paolo. Sulla spiaggia si sono accalcate due milioni di persone e in San Paolo soltanto un milione e mezzo. Nella nostra città, la festa era stata anticipata nel pomeriggio dalla tradizionale “camminata” di S.Silvestro (15 km), che ha contato la presenza di circa 180.000 partecipanti. Nella “Avenida” è stato montato un palco sopraelevato che ha animato l’intera nottata.
Le immagini più ricorrenti alla televisione nella serata del 31 e 1 giorno, sono state la Baia di Copacabana, illuminata dai fuochi e i fiumi di persone presenti in Avenida Paulista. Sicuramente tra di loro, c’era qualche nostro amico accolto all’Arsenale. Circa 500 (500 erano gli asciugamani che abbiamo recuperato in “portaria” (la nostra entrata principale) entro mezzanotte, sono stati gli accolti che hanno preferito la “strada”, a una notte di Arsenale. All’interno dell’Arsenale, invece, abbiamo vissuto la serata nella solita tranquilla “normalità”. Per questa notte abbiamo fatto uno strappo alla regola: lo schermo acceso nella “vida fraterna”, per rispondere alle richieste di pochi che hanno gradito poter partecipare in diretta con il mondo, al passaggio del nuovo anno.
Per quest’evento, tonnellate e tonnellate di fuochi d’artificio hanno fatto da contro altare, alla grande povertà (la nostra brasiliana, che pure esiste) e il “lanciamento” della campagna pro-Asia di questi giorni. Punti di vista o realtà? Anche questa occasione ci ha permesso di poter dire un’altra volta che veramente “oggi si può”. Perché se esistono così tante risorse per far festa, significa che i mezzi e gli strumenti ci sono anche per portare Pace dove non c’è.
La notte del 31, i nostri uomini era quasi tutti a nanna. Loro sanno benissimo che dopo il 31 dicembre viene il 1 gennaio, che sarà un giorno come l’altro, con gli stessi problemi per un soldo che non c’è o che c’era, una casa che manca, per un difficile ricongiungimento con la propria famiglia. Sanno di dover fare i conti con le ore di sonno della notte passata. E allora, avviene che conviene andare a letto presto per potersi svegliare prima!
Il 1 gennaio è stata la volta di dom Pedro Luiz, vescovo della regione Belèm, la diocesi della quale noi facciamo parte. Dopo la visita del cardinale di San Paolo anche dom Pedro ha voluto celebrare con noi la prima messa dell’anno, secondo la buona tradizione dell’Arsenale di ogni anno. Dom Pedro è arrivato com mezz’ora di anticipo e Lorenzo ed io abbiamo avuto qualche attimo di panico, visto che in quel momento eravamo gli unici della fraternità presenti e, soprattutto, perché stavamo ultimando i dettagli per la messa. Ma la carta Suely non si è fatta attendere e ce la siamo giocata tutta! Grazie a lei, siamo riusciti a ultimare gli ultimi preparativi e a dare la degna accoglienza di un accolto anche al nostro Vescovo. Durante l’omelia, dom Pedro ha ricordato a tutti noi che la sua prima messa celebrata dopo l’ordinazione a Vescovo, fu proprio all’’Arsenale, mostrando il crocifisso che gli avevamo regalato per quell’occasione.
Durante la messa, il coro e i suoi canti, ci hanno regalato dei bei momenti. I nostri cantori erano vestiti tutti con “camisa”, camicia bianca e pantaloni neri, sponsor ufficiale dell’evento il Bazar dell’Arsenale. Il bianco è il colore che qui in Brasile si usa in questo inizio di anno perché dicono che“porta bene”. Il canto, le voci, i volti dei nostri uomini rendono la musica della messa tutta particolare e attraverso il canto, riusciamo a fare della liturgia cantata, dei momenti speciali che ci possono aiutare ad aprirci più facilmente a Dio. Il canto, in questo senso, è una componente molto forte nella cultura brasiliana sia nei momenti di solennità, sia nella vita di tutti i giorni. Lo stesso dom Pedro, sull’ultimo canto, si è visibilmente commosso.A fine messa, foto di gruppo della corale con il Vescovo… L’unico infiltrato, uno dei nostri ospiti che il pomeriggio precedente aveva partecipato alla marcia di S. Silvestro. Orgogliosamente, mostrava la medaglia a dom Pedro (a noi l’aveva mostrata già una ventina di volte) e a tutti i costi voleva fare una foto con lui. Desiderio esaudito!
Domenica 2 gennaio, la corale ha animato come ogni prima domenica del mese, la messa della parrocchia di S. Raffael, come se niente fosse... L’ultima settimana dell’anno è stata molto intensa per il nostro corale: prove e esibizioni quasi ogni giorno. Ma anche questa volta ci hanno messo la voce, l’impegno e la costanza di un orchestra sinfonica.
Il pomeriggio dell’Arsenale è stato dedicato al cinema. Alle 16 abbiamo stuzzicato l’appetito dei nostri amici con un film-documentario sulla vita di Pelè, dal titolo “O Pelè eterno”, potete immaginare – da buoni brasiliani, quanto il documentario idolatra sia piaciuto. Ore 19, regolare programmazione del film in prima serata in “Vida Fraterna”, “O homen aranha II”, “L’uomo ragno II”, naturalmente la sala si è riempita totalmente. Questa pellicola si allontana un poco dal genere “spara e scappa” che i nostri accolti di Torino e San Paolo prediligono, ma il nostro pubblico brasiliano ha ben gradito la scelta di questa volta.
I tanti impegni di queste ultime settimane che ci hanno visti impegnati fuori e dentro l’Arsenale, hanno trovato la casa pronta e ben operativa. Finalmente “abbiamo scollinato” e ora attendiamo il rientro del nostro caro Gianfranco. Bentornato papà!
La fraternità brasiliana, augura a tutti voi:”Muita felicidade, amor, paz, saude!”…Questi, sono gli auguri più ricorrenti che abbiamo ricevuto in questi giorni.Un abbraccio brasiliano!
# posted by ARSENAL DA ESPERANÇA @ 4:36 PM