13.1.05
IL BRASILE E’ IL PAESE DELLA FRUTTA
Sono giorni di arrivi e partenze. Mente Gianfranco è rientrato settimana scorsa, prendendo subito il comando dell’arsenale, il caro Lorenzo parte oggi per il Piauì (uno degli Stati più poveri del Brasile) e rientrerà giovedì prossimo. A dire la verità, da quante volte ne abbiamo parlato in fraternità di questo viaggio, è come se Lorenzo fosse già andato e tornato una decina di volte…Incontrerà il caldo, tanto caldo, e polvere, tanta polvere. Lo attendono anche tutti quei frutti tropicali che lui tanto ama - per chi conosce uno dei motti di Lorenzo :“il Brasile è il paese della frutta”. Ma ai frutti multi-vitaminici del Piauì, preferiamo accompagnarlo nella preghiera. Lo aspettano ore di viaggio…
Sarà logicamente un viaggio di “affari”. Si tratta di uno dei tanti progetti che l’arsenale promuove e alimenta nel silenzio: la foresta che cresce. Proprio in quella zona abbiamo sostenuto dei progetti per la costruzione di cisterne per il contenimento dell’acqua, in collaborazione con la Caritas di San Paolo. In quella regione del Brasile la pioggia è benedetta, in quanto non piove mai; il problema dell’acqua è una cosa seria, un dramma che la gente del posto vive ogni giorno.
Gente che va e gente che viene. Domani mattina, “sbarcherà” all’aeroporto di Guarulhos l’amico Meo con Nazarena, sua moglie. I nostri amici della Fraternità si fermeranno con noi delle settimane. Li attendono dei bei lavoretti da Arsenale e ci aspettiamo, con bontà di Nazarena, qualche buon piattino all’italiana.
Oggi verranno in visita all’Arsenale una coppia di sposini italiani. Per il momento non li conosciamo e non sappiamo di più. Deve essere uno di quei passa parola che è partito dal “vecchio continente”. Sarà un piacere accoglierli e il passa parola continuerà per le sue strade.
Per il resto, tutto bene, vita di Arsenale.
9.1.05
SAN PAOLO ANCHE NELLE VACANZE NON DORME
SAN PAOLO - In questi giorni abbiamo riabbracciato con tanta gioia Gianfranco, di rientro dall’Italia: ora la formazione ritorna da due a tre, ben allineati e coperti!
La vita della città di San Paolo sta ritornando alla sua normalità, lentamente ma con brio. La maggior parte dei paolistani è ancora in ferie e lo si capisce bene, girando in macchina per le strade della città: guidare, diventa quasi un piacere. Qui, tutto l’anno, è in funzione il regolamento delle targhe alterne, non per una questione di inquinamento (che già…) ma per rendere possibile la circolazione di 2.000.000 circa di “carros”, autoveicoli, che ogni giorno si muovono attraverso la città. Ernesto ne sa qualcosa… vedi ultima visita di Ernesto a dom Luciano.
Dal primo gennaio, poi, il nuovo prefetto Serra ha preso il comando del Palazzo della Prefettura, con tutta la sua squadra di collaboratori. I primi suoi passi sono stati cauti e misurati, anche se ha appena licenziato 2600 persone che avevano fatto il loro ingresso in comune con il governo precedente. Siamo fiduciosi per una collaborazione sempre più vicina alle esigenze dei poveri e dei nostri accolti, più stretta tra le istituzioni e le varie realtà sociali di cui noi facciamo parte. Il tempo ce lo farà sapere.
Stanno rientrando anche diversi amici che ci aiutano a portare avanti la casa. Tra breve ricominceranno le scuole e il nostro lavoro con le università, riprenderà il suo cammino interrotto a fine novembre.
Questa mattina siamo stati all’ospedale delle Cliniche per riconoscere il corpo di un ragazzo che è stato “beleado”, impallinato, il giorno 5 gennaio. Questo ragazzo aveva l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato, con il suo amico. Il Brasile è al primo posto delle nazioni del mondo per giovani, morti ammazzati, ed oggi ne abbiamo avuto una nuova conferma. Una delle assistenti del reparto dell’IML – Istituto di medicina Legale, reparto dove vengono trattati solo casi di omicidio), ci ha detto che arrivano ogni giorno dai 15 ai 25 corpi e nei fine settimana, il numero raggiunge la cifra di 40 nella sola San Paolo. Praticamente una guerra!
Tornando ai nostri due ragazzi, entrambi sono stati ospiti della nostra casa. Il primo, Emanuel 31 anni, aveva ancora la dimora presso di noi - nel portafogli c’era ancora il suo “cracha”, il cartellino dell’Arsenale.
Mentre per l’amico, c’era la famiglia che ha provveduto al riconoscimento e alla sepoltura, per Emanuel c’eravano noi, in quanto non aveva una famiglia. Abbiamo riconosciuto il corpo - sembrava una scena da Miami-Vice, ma purtroppo sono cose che succedono veramente. Lorenzo ed io ci siamo detti: “Questo ragazzo aveva la nostra età!…”. Abbiamo accompagnato Emanuel dietro al carro funebre con la nostra macchina, recitando il rosario per la sua anima.
Ora il suo corpo si trova interrato nel cimitero “Villa Formosa” di proprietà della Prefettura. Dicono che questo cimitero sia il più grande dell’America latina. È un immenso spazio verde, diviso in settori. A vista d’occhio, spiccano tre colori: rosa, azzurro e bianco. Rosa per le donne, azzurro per gli uomini e bianco per i bambini: sono le croci dei corpi seppelliti in questo campo. Ma non pensate ai bei cimiteri stile americano che ci hanno abituato a vedere nei film alla televisione: qui è qualcosa di molto più “terreno”. Vi risparmiamo alcuni particolari che, in questo caso, non abbiamo visto in nessun film.
Per Emanuel, l’Arsenale della Speranza è stata la sua ultima casa e non gli abbiamo voluto far mancare nulla, accompagnandolo fino all’ultimo gesto di sepoltura.
Continuiamo a pregare per lui e per tutti gli amici dell’Arsenale che il Signore mette ogni giorno sulla nostra strada.

