ARSENALE DELLA SPERANZA - Sicuramente la notizia é già arrivata al cuore delle persone che lo conoscevano e che gli hanno voluto bene. La notte del 16 dicembre, proprio nel bel mezzo dei preparativi delle feste natalizie é deceduto il signor Tenorio, vecchio amico dell’Arsenale. Ormai erano ben sette gli anni che lavorava all’Arsenale e conosceva i piccoli e grandi segreti della casa. Tutte le volte che avevamo bisogno di qualcuno di fiducia ci rivolgevamo al signor Tenorio che ci ha tolte tante “castagne dal fuoco”.
Oggi ogni angolo di giardino dell’Arsenale ci ricorda la sua vita, la sua dedicazione, il suo rispetto e il rispetto per gli altri.
Nel giorno del suo funerale abbiamo riempito un autobus di amici che hanno lavorato con lui, nel giardino o nel riciclaggio.
Subito dopo la morte di Tenorio sono mancati improvvisamente altri due amici della casa. Prima il signor Cicero che é stato investito da un’autovettura della polizia. Cicero era completamente ubriaco.
Poi Clovis che é morto in ospedale. Quante lotte abbiamo fatto con questo ragazzo, quanti insulti che ci siamo presi, quanti tradimenti. Ma tutte le volte Clovis tornava all’Arsenale, forse l’unica casa che gli era rimasta. In questi ultimi giorni lui sapeva che non sarebbe durato tanto e ci ha chiesto un letto per morire come “gente”. Gli abbiamo affittato una stanza per rimanere tranquillo. Ormai non riusciva più a mangiare. L’unica consolazione che gli era rimasta era parlare con noi e abbracciarci come un bambino che non ha mai avuto quelle carezze. Dopo una settimana é mancato all’ospedale. Finalmente la famiglia si é fatta viva, il padre gli aveva promesso che lo avrebbe rivisto soltanto per sotterrarlo.
Possiamo dire che Clovis é morto tra le nostre braccia e speriamo che abbia fatto la pace con Dio. Noi continuiamo a pregare per lui.
E con lui preghiamo per il signor Tenorio, grande amico di tutti noi, colui che aveva capito molto bene lo spirito della nostra casa: essere sempre a servizio del prossimo, in qualunque situazione e per ogni richiesta.
ARSENALE DELLA SPERANZA - Anche il Brasile ha salutato l’anno 2004 per accogliere, con tutto l’entusiasmo tipico brasiliano, il nuovo anno 2005.
Il Brasile è tanto grande e ogni città, ogni stradina, ogni casa ha avuto la sua festa. Ma gli occhi del Brasile – la tv Globo – erano aperti su due luoghi differenti che hanno catturato l’attenzione di tanti - brasiliani, turisti, mass-media - sono state rispettivamente la spiaggia di Copacapana di Rio de Janeiro, e l’Avenida Paulista di San Paolo. Sulla spiaggia si sono accalcate due milioni di persone e in San Paolo soltanto un milione e mezzo. Nella nostra città, la festa era stata anticipata nel pomeriggio dalla tradizionale “camminata” di S.Silvestro (15 km), che ha contato la presenza di circa 180.000 partecipanti. Nella “Avenida” è stato montato un palco sopraelevato che ha animato l’intera nottata.
Le immagini più ricorrenti alla televisione nella serata del 31 e 1 giorno, sono state la Baia di Copacabana, illuminata dai fuochi e i fiumi di persone presenti in Avenida Paulista. Sicuramente tra di loro, c’era qualche nostro amico accolto all’Arsenale. Circa 500 (500 erano gli asciugamani che abbiamo recuperato in “portaria” (la nostra entrata principale) entro mezzanotte, sono stati gli accolti che hanno preferito la “strada”, a una notte di Arsenale. All’interno dell’Arsenale, invece, abbiamo vissuto la serata nella solita tranquilla “normalità”. Per questa notte abbiamo fatto uno strappo alla regola: lo schermo acceso nella “vida fraterna”, per rispondere alle richieste di pochi che hanno gradito poter partecipare in diretta con il mondo, al passaggio del nuovo anno.
Per quest’evento, tonnellate e tonnellate di fuochi d’artificio hanno fatto da contro altare, alla grande povertà (la nostra brasiliana, che pure esiste) e il “lanciamento” della campagna pro-Asia di questi giorni. Punti di vista o realtà? Anche questa occasione ci ha permesso di poter dire un’altra volta che veramente “oggi si può”. Perché se esistono così tante risorse per far festa, significa che i mezzi e gli strumenti ci sono anche per portare Pace dove non c’è.
La notte del 31, i nostri uomini era quasi tutti a nanna. Loro sanno benissimo che dopo il 31 dicembre viene il 1 gennaio, che sarà un giorno come l’altro, con gli stessi problemi per un soldo che non c’è o che c’era, una casa che manca, per un difficile ricongiungimento con la propria famiglia. Sanno di dover fare i conti con le ore di sonno della notte passata. E allora, avviene che conviene andare a letto presto per potersi svegliare prima!
Il 1 gennaio è stata la volta di dom Pedro Luiz, vescovo della regione Belèm, la diocesi della quale noi facciamo parte. Dopo la visita del cardinale di San Paolo anche dom Pedro ha voluto celebrare con noi la prima messa dell’anno, secondo la buona tradizione dell’Arsenale di ogni anno. Dom Pedro è arrivato com mezz’ora di anticipo e Lorenzo ed io abbiamo avuto qualche attimo di panico, visto che in quel momento eravamo gli unici della fraternità presenti e, soprattutto, perché stavamo ultimando i dettagli per la messa. Ma la carta Suely non si è fatta attendere e ce la siamo giocata tutta! Grazie a lei, siamo riusciti a ultimare gli ultimi preparativi e a dare la degna accoglienza di un accolto anche al nostro Vescovo. Durante l’omelia, dom Pedro ha ricordato a tutti noi che la sua prima messa celebrata dopo l’ordinazione a Vescovo, fu proprio all’’Arsenale, mostrando il crocifisso che gli avevamo regalato per quell’occasione.
Durante la messa, il coro e i suoi canti, ci hanno regalato dei bei momenti. I nostri cantori erano vestiti tutti con “camisa”, camicia bianca e pantaloni neri, sponsor ufficiale dell’evento il Bazar dell’Arsenale. Il bianco è il colore che qui in Brasile si usa in questo inizio di anno perché dicono che“porta bene”. Il canto, le voci, i volti dei nostri uomini rendono la musica della messa tutta particolare e attraverso il canto, riusciamo a fare della liturgia cantata, dei momenti speciali che ci possono aiutare ad aprirci più facilmente a Dio. Il canto, in questo senso, è una componente molto forte nella cultura brasiliana sia nei momenti di solennità, sia nella vita di tutti i giorni. Lo stesso dom Pedro, sull’ultimo canto, si è visibilmente commosso.A fine messa, foto di gruppo della corale con il Vescovo… L’unico infiltrato, uno dei nostri ospiti che il pomeriggio precedente aveva partecipato alla marcia di S. Silvestro. Orgogliosamente, mostrava la medaglia a dom Pedro (a noi l’aveva mostrata già una ventina di volte) e a tutti i costi voleva fare una foto con lui. Desiderio esaudito!
Domenica 2 gennaio, la corale ha animato come ogni prima domenica del mese, la messa della parrocchia di S. Raffael, come se niente fosse... L’ultima settimana dell’anno è stata molto intensa per il nostro corale: prove e esibizioni quasi ogni giorno. Ma anche questa volta ci hanno messo la voce, l’impegno e la costanza di un orchestra sinfonica.
Il pomeriggio dell’Arsenale è stato dedicato al cinema. Alle 16 abbiamo stuzzicato l’appetito dei nostri amici con un film-documentario sulla vita di Pelè, dal titolo “O Pelè eterno”, potete immaginare – da buoni brasiliani, quanto il documentario idolatra sia piaciuto. Ore 19, regolare programmazione del film in prima serata in “Vida Fraterna”, “O homen aranha II”, “L’uomo ragno II”, naturalmente la sala si è riempita totalmente. Questa pellicola si allontana un poco dal genere “spara e scappa” che i nostri accolti di Torino e San Paolo prediligono, ma il nostro pubblico brasiliano ha ben gradito la scelta di questa volta.
I tanti impegni di queste ultime settimane che ci hanno visti impegnati fuori e dentro l’Arsenale, hanno trovato la casa pronta e ben operativa. Finalmente “abbiamo scollinato” e ora attendiamo il rientro del nostro caro Gianfranco. Bentornato papà!
La fraternità brasiliana, augura a tutti voi:”Muita felicidade, amor, paz, saude!”…Questi, sono gli auguri più ricorrenti che abbiamo ricevuto in questi giorni.Un abbraccio brasiliano!
SAN PAOLO - Il giorno di Natale, come vi avevamo anticipato, abbiamo accolto il Cardinale dom Claudio e insieme agli amici brasiliani e ai nostri uomini, ha celebrato la messa di Natale. Con lui c’era anche padre Julio Lancellotti, responsabile della pastorale degli uomini di strada e un diacono, al seguito del nostro pastore. Tutto è andato per il meglio. Dom Claudio ha celebrato e partecipato a qualche momento di Arsenale con molto piacere e a fine celebrazione, ha collocato il nostro “Jesus Menino” nella mangiatoia.
Per questo anno, “Papae Noel”, il nostro Babbo Natale brasiliano (è differente dal vostro perché qui in Brasile va in giro con un costume da bagno rosso per via del calore) aveva preparato per ognuno dei nostri ragazzi un sacchetto carico di doni: una maglietta di “vita ai bambini”, uno shampoo, un pettine, uno specchio, delle calze…Al di la della loro semplice utilità, questi regali per molti dei nostri uomini valgono molto di più.Tanti di loro vivono la propria esistenza nella solitudine, alcuni non hanno più tracce della propria famiglia e altri non hanno mai conosciuto i propri genitori. Molti vivono il disagio della lontananza dai propri cari. Da questo punto di vista, tante volte ci accorgiamo di quanto sottovalutiamo il ruolo importante che i nostri Arsenali occupano nella vita di questi amici. Per chi non riceverà mai un “presente”, un regalo è “carihno”, un attenzione, è famiglia.
Anche dom Claudio ha ricevuto un regalo, potremmo dire un’opera d’arte. Reinaldo, uno dei nostri ragazzi accolti (che proprio in questi giorni era stato ricoverato in pericolo di vita ma che ora è ritornato tra noi), ha composto un quadro per il nostro Cardinale. Questa suo “talento” è nato sui banchi di scuola dell’alfabetizzazione. La composizione, dei grattacieli con tante stelle, stavano a significare la nostra città di San Paolo, e le stelline, come ha commentato Lorenzo durante la restituzione della messa rivolgendosi a dom Claudio e ai nostri uomini, “Siamo noi”. A dire il vero, Reinaldo ama talmente tanto le stelle che ne ha fatto diventare la sua firma. Proprio così, la sua firma, è sempre una stella che appare in qualsiasi composizione che lui faccia.Reinaldo, per non dire tanti altri nomi, è una delle nostre buone preoccupazioni di questi ultimi tempi. Sono quasi tutti ragazzi molto giovani che si portano sulle spalle una infanzia talmente difficile da non potercela fare più da soli. Tante volte ci chiediamo cosa farebbero questi “meninos” senza di noi. Per loro l’Arsenale è una grande benedizione, come la loro presenza in mezzo a noi. Il lavoro grosso che stiamo cercando di portare avanti, va proprio in questa direzione: da una parte cerchiamo di stargli vicino, conquistandoli nella fiducia giorno dopo giorno, ma sapendo benissimo che l’obiettivo è quello di farli camminare, seguendo i tempi di ognuno, con le proprie gambe. Per diversi di loro è proprio il caso di dire che “hanno un solo talento, ma se lo stanno giocando tutto”. Questo impegno da loro profuso, vale mille e mille talenti e qualche carezza del Signore che si comunica a noi attraverso di loro, con tanta semplicità, con la purezza e l’ingenuità di un bambino. Ne vale proprio la pena!Di storie così nei nostri Arsenali ne vediamo tutti i giorni e ognuno di noi ne avrebbe da raccontare alcune… Ma una ogni tanto ce la possiamo permettere, non dimenticandoci di farlo con discrezione e sempre con riservatezza, nel rispetto dei nostri amici.
Anche noi in questi giorni ci stiamo unendo al dolore di migliaia e migliaia di persone, colpite dal maremoto e terremoto in terra d’Asia. Ci uniamo nella preghiera dell’umanità che geme e che soffre, sperando di poter contribuire in qualche maniera ad aiutare le popolazioni straziate da questo grande dolore.
L’estate incalza ed è arrivato pure il caldo, ma non ci illudiamo perché il clima di San Paolo ci regala sempre delle sorprese. Con l’arrivo della stagione estiva, la città si sta svuotando e chi se lo può permettere va verso il litorale dove spiagge, mare e sole sono così come ve li immaginate dalle cartoline.
E noi rimaniamo saldi al timone! Gli Arsenali continuano implacabili con il loro tam-tam, giorno dopo giorno. E’ un ritmo che si percepisce solo vivendoci dal di dentro, ed è un cantiere sempre in costruzione, con gente che va e gente che viene, gente che cerca e gente che trova, tutti i giorni dell’anno (ferie incluse). L’Arsenale è una delle poche case rimaste aperte in San Paolo, tanto che chi deve donare qualcosa, a volte trova soltanto l’Arsenale aperto. In questi giorni sono tantissime le donazione di cibo e queste ci aiuteranno sempre. In particolare, ringraziamo signora Provvidenza che in questi giorni ha bussato alla porta del nostro arsenale con 3 tonnellate di fagioli, 1.500 chili di carote e qualche dozzina di farina da cinquanta chili caduno.
Notizie sportive: Domani è San Silvestro e la città di San Paolo si appresta ad accogliere la Maratona di fine anno.
Noi vi ricorderemo mentre all’Arsenale della Pace ci sarà il “cenone del digiuno”. In comunione con voi, quando dall’arsenale partirà la “marcia della pace” per le vie di Torino (Okkio a Rinaldo e alla sua squadra armata di baracchino!). Vi penseremo alle nove di sera, quando da noi sarà mezzanotte, e a mezzanotte, quando da voi saranno le tre di mattina…Curioso, ne?Um abraço e um prospero ano novo, dagli amici brasiliani!